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lunedì, 26 dicembre 2005

DIGESTIVO

ALLHHOOAA!!! Come state?!! Mica starete ancora mangiando! Siete sopravvisute alle tavolate natalizie? Guarda se adesso mi tocca cominciare a fare le taglie forti per vestirvi ^___^

Però con tutti i problemi alimentari che ho, quest'anno, dopo anni...mi sono mangiata il "panettino" regalatomi da Dreamer. Niente uvetta (che mi fa schifo) ma tante gocce di cioccolata! Erano anni che non ne mangiavo una fetta! Bono!!!
Comunque il momento delle abbuffate è finito...e x fortuna pure il natale!!
Il mio piccolo stomaco da canarino ringrazia! Burp!!

Stasera si torna su ebay. Se nonna vi ha regalato due soldini da spendere e volete uno straccio nuovo per capodanno (e non solo), stasera date un'occhiata!

Un bacio a tutte e buona digestione con

SISKATANK©

postato da: siskatank alle ore 17:56 | link | commenti (8)
categorie: siskatank clothing
mercoledì, 14 dicembre 2005

OH.OH.OH!!!

Ultimi straccetti prima del Natale!!!

Prendete la slitta e volate su ebay!!!

Chi rimane senza è una renna cornuta! ;P

postato da: siskatank alle ore 21:08 | link | commenti (13)
categorie: siskatank clothing
venerdì, 09 dicembre 2005

IL DIY

Siamo giunti al quarto atto della rubrica:cenni di storia del costume (era ora!).
Qui vi racconterò in modo piuttosto lungo (leggetelo quando avete tempo)il movimento del diy.Un tema che è molto legato al costume e che per molti è diventato un vero e proprio stile di vita.
Non si ha una precisa idea di cosa sia il diy (o più che altro la cultura di questo) e spesso, molti lo criticano, lo paragonano ad altri fenomeni modaioli e quindi più popolarmente diffusi.Ma il movimento diy ha radici profondissime e ancora più profondi, sono stati i mutamenti e le altre correnti ideologiche in cui è sfociato.Per questo cercherò di parlare di quello che in fondo, è il fenomeno dell'autoproduzione e autogestione.

La sigla D.I.Y., significa "do it yourself" slogan inglese che si  traduce come "fallo da te". In Italia il termine "autoproduzione" rende l'idea di cosa voglia esprimere tale slogan.

Ruolo base per la cultura del DiY è l’autoproduzione di tutti i propri supporti culturali e informativi che furono da principio, soprattutto dischi, libri e fanzines.

L’autoproduzione è un concetto introdotto nei primissimi anni Ottanta dallo storico gruppo musicale anarchico e pacifista dei Crass (trovate assolutamente il manualino "Series of shock and slogans and Mindless Token Tantrums" accluso all'album Christ!). Questi  ebbero un effetto dirompente sulla scena punk di quel periodo, tanto che tuttora vengono ritenuti il più importante gruppo DiY punk mai esistito. 
Quando si parla di punk l’immagine comune è quella di giovani  dall’attitudine marcatamente nichilista, autolesionista e teppista. Questo era più o meno il quadro con il quale si confrontarono i Crass nei primissimi Ottanta. Tale è comunque l’immagine che tutt’oggi sopravvive negli ambienti estranei al DiY .
I Crass fondarono una propria etichetta musicale autogestita, la Crass Records, e cominciarono a diffondere i propri prodotti culturali (dischi ma anche libri) a prezzi molto vicini alle spese di produzione. Ciò permise la diffusione di un altro concetto molto importante nel DiY: il No Profit. Tutti i materiali culturali autoprodotti vengono venduti a prezzi bassi, che garantiscono comunque un piccolo profitto che viene reinvestito nella propria attività.

Ma l’autoproduzione non è solo un modo per livellare i prezzi di vendita ma, soprattutto, è il modo più efficace per mantenere la propria indipendenza dalle pressioni che le case discografiche fanno sugli artisti al fine di commercializzare la propria musica per poter avere un prodotto più vendibile.

Il desiderio di autonomia non si ferma alla semplice autoproduzione. Gli "eventi" inerenti alla cultura del DiY ruotano attorno a spazi dove non trovano posto promoter, organismi governativi, poliziotti e qualsiasi altra forma di controllo sulle proprie attività. La cultura del DiY è strettamente legata a tali luoghi dove vengono organizzate le proprie attività, siano esse un concerto, un rave una mostra culturale o una riunione/dibattito politico sociale.

Un esempio a me carissimo, di autoproduzione, autosostentamento e cultura nomade è quello dei Mutoid waste company, già presentati in un precedente post.Loro svilupparono anche il discorso del riciclaggio...ma questa è un'altra storia...

Essendo un movimento di ispirazione anarchica che rifiuta ogni tipo di gerarchia, il DiY osteggia tutte le forme di aggregazione a rappresentanza politica in particolar modo quelle totalitarie quali fascismo e comunismo. Nazionalismo, xenofobia, largo uso di violenza e forme repressive, fanno dei fascisti dei nemici di prim’ordine.

Il DiY è un movimento fortemente anticapitalista che si esprime principalmente nella lotta alle multinazionali e al consumismo. Le multinazionali vengono viste come principali sfruttatrici delle risorse dell’ecosistema siano esse naturali, animali o umane. La globalizzazione viene vissuta come il tentativo di agevolare ulteriormente questa logica di sfruttamento oltre all’allargamento dei mercati sui quali poter smerciare i propri prodotti.

Il movimento è strutturato attorno a tematiche fortemente ecologiste e di stampo radicale. La difesa dell’ecosistema, segue percorsi e obiettivi variegati tutti volti al cercare, attraverso strategie di azione diretta, di lenire gli ingenti danni della vorace industrializzazione del mondo moderno. I diritti animali sono un elemento molto importante: prevale una dieta di tipo vegetariano o vegano come primo passo per ribellarsi al genocidio animale. L’attenzione viene rivolta anche ad altre forme di sfruttamento animale come i laboratori di vivisezione. Non solo gli animali sono al centro dell’attenzione ma l’ecosistema tutto. Sabotaggi, boicottaggi, volantinaggi e via dicendo sono alcune delle pratiche usate dall’azione diretta.

Azione diretta, vita nomade, occupazioni, autoproduzioni sono tutti tentativi concreti di riorganizzare la propria vita nonché di riappropriarsi di spazi e libertà, dettati dall’urgenza di un mondo che viene visto come sempre più minacciato in nome del potere, dello sfruttamento e del denaro. Un rifiuto radicale: Do It Yourself !

crass......
Il gruppo punk inglese Crass rappresenta il precedente storico più significativo per il movimento DiY. Il suo particolare modo di agire e autogestire le proprie espressioni culturali e musicali gettò le basi e l’esempio per la creazione e strutturazione di quella che col tempo si autodefinirà "cultura DIY". Quello che contraddistinse sin dal loro primo apparire i Crass fu l’essere un gruppo anarchico e pacifista, dedito ad un’ampia propaganda politico-sociale che nettamente si distingueva dall’attitudine marcatamente nichilista, violenta e superficiale dei gruppi punk di quel periodo.
Attratti in principio dai gruppi e dal movimento punk ben presto i Crass si resero conto di quanto le loro idee e il loro modo di agire fossero così distanti dalle loro e come il punk fosse chiaramente una semplice moda passeggera: "Quando, nel 1976, il vomito punk schizzò per la prima volta sulle pagine dei giornali con il messaggio do it yourself ("fatelo da soli") credettero ingenuamente che  Johnny Rotten, Joe Strummer e compagni intendessero lo stesso. Finalmente non erano più soli." Ben presto si resero conto che si trattava solamente di un'altra moda facile. L’allontanamento dei Crass dall’illusione punk ebbe un riscontro anche estetico dettato dall’esigenza di distinguersi da quella scomoda e superficiale moda: "Decisero di vestirsi di nero per protestare contro il pavoneggiarsi narcisistico della moda punk, iniziarono ad utilizzare video e filmati durante i loro spettacoli, si dedicarono alla stampa di volantini per spiegare le loro posizioni e pubblicarono un giornale "International anthem"

Con un simile approccio un altro gruppo, i Discharge, costituiranno il precedente più influente sul movimento grind/crust che più di ogni altro sarà meritorio della radicalizzazione degli ideali "crassiani" all’interno del DIY punk. I loro dischi si distinsero per le grafiche in bianco e nero riportanti immagini di guerra e distruzione con un occhio sempre critico nei confronti del sistema, della religione, del potere e ogni altra forma di oppressione. Anche il look cambia: prevale il nero su un abbigliamento notevolmente più trasandato, i capelli si fanno più lunghi e nelle loro rare foto, il gruppo rifiuta di farsi ritrarre e di fare attività promozionale.

In Europa cominciano a diffondersi le idee sul DiY e proprio in Italia si trova una scena estremamente politicizzata ispirata all’asse Crass/Discharge e molto legata ai posti occupati: gli squats.
L’Italia svilupperà un gran numero di situazioni antagoniste ed un particolare suono: l’hardcore/punk italiano, spesso cantato in lingua madre, rimarrà leggendario sino ai giorni nostri. Sono infatti moltissime le fanzines di tutto il mondo che usano l’hc italiano come definizione di genere.

In America invece...
Teen Idles sono probabilmente il primo gruppo abbastanza conosciuto a chiamarsi straight edge e a promuovere l’idea di uno stile di vita vigile e sobrio all’interno dell’allora decadente scena punk. Oltretutto, in modo da distanziarsi da quei gruppi che, considerati venduti e modaioli, caratterizzavano la nuova ondata punk, inventarono il termine HARDCORE. Hardcore significa appunto i più estremi fra i punks. Non poseurs o modaioli ma ragazzi veramente dedicati ad una scena.
La necessità di dissociarsi dall’attitudine nichilista e autolesionista del punk comunemente inteso (spesso causa di problemi ai concerti e non solo) darà luce ad una particolare forma di hc: lo straight edge. Termine nato dall’omonima canzone del gruppo Minor Threat
. L’ideologia straight edge propone il non uso di bevande alcoliche, sigarette e droghe arricchendosi col tempo di istanze ecologiste e soprattutto vegetariane / vegane. 
Anche il look hardcore risulta meno influenzato dalla moda punk. L’esigenza di distinguersi si affaccia anche esteticamente: scompaiono quasi totalmente le creste e i forti colori, in favore di un abbigliamento più sobrio. Diventano comuni i capelli rasati (soprattutto in ambito straight edge), felpe e pantaloni abbastanza larghi. Questa tendenza ad un abbigliamento più comodo è anche da ricercarsi nel fatto che molti hc kids erano anche soliti andare in skate board.
Dall'80 al 88', lo straight edge divenne un fenomeno abbastanza ampio e diffuso, i cui gruppi passarono a grosse etichette, divenendo presto sempre più intollerante e discriminatorio.Presero piede delle nuove influenze violente e ci fu il definitivo distacco  dalla cultura Diy.
Contemporaneamente, ci furono ovviamente altri movimenti, altre scene e successive diramazioni.Fino a giungere ad oggi.Ma queste sono senz'altro le fondamenta di tutto il ribollio del diy.

Questo è più o meno il sunto delle radici del diy e di quello che esso generò...
Il concetto di autogestione smette di essere una semplice pratica alternativa.
Si tratta quindi del cosciente tentativo e impegno di dare coerenza alle proprie idee nell’insoddisfazione che deriva da una semplice formulazione teorica. Lo slogan per il quale "una singola azione vale più di mille parole" rende piuttosto chiaramente qual'è la posizione di un movimento che, stanco di un modo di fare, decide di affrontare direttamente le problematiche insite nell’odierna società.
La cultura DiY e i suoi attivisti riconoscono valenza e credibilità a determinati individui proprio in virtù del fatto che essi vivono le proprie idee anziché limitarsi ad assumere un ruolo di semplici predicatori e didattici della teoria.Un vero e proprio stile di vita, un processo mentale ed evolutivo.Un motto per attivarsi.Meno chiacchiere e più fatti!
Do it yourself!!!

Un grazie particolare alla tesi di laurea che trovate qui.Un lavoro bellissimo dove ho preso molte delle informazioni e che vi consiglio vivamente di leggere.Molti aspetti del diy e delle parallele ideologie, sono  importanti da conoscere. Sono riportati in modo approfondito e fanno capire ancora meglio tutti gli aspetti di questo movimento.

 

postato da: siskatank alle ore 16:09 | link | commenti (7)
categorie: fenomeni di costume
martedì, 06 dicembre 2005

mangiami mangiami...

Olè!!!Ecco un pò di nuovi cencetti freschi freschi di cucito!!!
Accorrete numerose!!Ci sono involucri da femmina e da masculo!
Dajè!

aperta parentesi graffa...

Le uova sono avariate, il pollo è influenzato, le cozze sono alla diossina e l'acqua alla varecchina....la mucca è pazza, il pomodoro è radioattivo e il pesce è pescato nel pò.Il panettone è contaminato e il latte sa d'inchiostro...

Il fumo uccide, le droghe pure, l'alchool fa male e pure il salame...ma in fondo...fa più male una sigaretta o 200 grammi di tonno in scatoletta rivestita di materiale che rilascia sostanze cancerogeni?

Riflettevo e aggiungevo una voce alla lista degli scandali alimentari...quelli resi più o meno noti.Mi viene da domandarmi come si faccia a sopravvivere ad un pasto completo senza rimanerne gravemente intossicati.Ora capisco le mie gravi intolleranze e i miei effetti collaterali...io devo essere una di quelle che non ne esce bene. Avvenimenti insoliti, fatti strani...avete mai mangiato un fungo diventando tutte a pallini? Avete mai dato un morso ad una pesca diventando improvvisamente di un colore verdognolo? Fatti strani e alimenti avariati...io una volta ho trovato un attache dentro al pandoro! Per non parlare del pelo nei funghetti in scatola...ciò la dice lunga su sterilizzazione e controlli.
Ma facciamolo questo tunnel dell'alta velocità! C'è l'amianto?! Capirai, con quello che ci mangiamo

..chiusa parentesi graffa

 

postato da: siskatank alle ore 21:52 | link | commenti (9)
categorie: siskatank clothing